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Info Utili

Indirizzo: Via Filippo Prosperi, 1
Città: Artena (Roma) - 00031
Telefono: 06 95191020

CENNI STORICI
Artena quest’anno festeggia i 146 anni dalla sua nascita. La comunità, fi no al 1873 si chiamava Montefortino. Il 19 Febbraio di quell’anno il Regio Decreto n. 1272 del Re d’Italia sanciva il cambio del nome da Montefortino ad Artena. Oggi la Città conta circa 14.000 abitanti, disseminati su un territorio ampio 54 km2. Lo sperone calcareo che si incunea fra due colline carsiche, a dominare l’intera Valle Latina, è la preponderante caratteristica della Città di Artena. Su di esso le antiche progenie degli artenesi costruirono il loro paese e lo realizzarono con certosina pazienza: una casa appollaiata all’altra; divise, soltanto da vicoli, viuzze, erte a gradoni selciati. Il centro storico del paese è lì, in alto: ricostruito nello stesso sito anche dopo la desolazione del 1557 che aveva portato morte e distruzione. Per la verità in quei tempi il paese si chiamava Montefortino ed era valorosamente difeso dai suoi cittadini in ogni occasione. Avverso al papato quando ce n’era bisogno, ma anche contro il feudatario di turno che non era mai troppo tenero con gli artenesi. La storia di questo popolo inizia sul Piano della Civita, il punto più alto sul livello del mare dell’intero territorio artenese, dove esisteva una città a cui ancor oggi non si riesce a dare un nome. Non è certamente l’Artena descritta da Tito Livio nella sua monumentale Storia di Roma, che trova, invece, una collocazione più a sud; ne tantomeno si può essere certi che quella città fosse Ecetra, la grande capitale del popolo dei Volsci, a cui Dionisio e lo stesso Tito Livio attribuiscono un ruolo primordiale e preminente nelle guerre che opposero nel V e VI secolo Roma ai Volsci. Vi sono presenti oggi, e rappresentano un vanto storico e turistico, innumerevoli resti che testimoniano una presenza umana di dimensioni notevoli. Il sito era straordinario per posizione, a dominare la Vallata del Trerus  (l’attuale fi ume Sacco) da una parte, e la valle che digrada verso il mare Tirreno, che si scorge in lontananza dall’altra. Con il nome di Montefortino, successivamente la città si sviluppò più in basso, straordinariamente arroccata su se stessa, fra due colline carsiche. 

Centro Storico
Quella che oggi è considerata la vecchia città: “jo paese”, come lo chiamano gli artenesi. Entrare nel centro storico di Artena è come immergersi in una realtà scomparsa. Le case, i vicoli, le immagini sono quelle del 1557, l’anno della desolazione, quando Papa Paolo IV, per punire la famiglia Colonna padrona della città, decise di incendiarla, raderla al suolo, e non contento, obbligò l’aratura e la semina del sale nella pubblica piazza, come a dire “qui non deve crescere più nulla”! L’atto più vergognoso nei confronti della citta fu però l’editto emanato dal pontefice i quell’occasione, chiunque avesse incontrato un montefortinese avrebbe avuto la facoltà di ucciderlo. L’editto di Paolo IV avrebbe lasciato un marchio indelebile sugli abitanti che, scansati e allontanati da tutti, si chiuderanno per secoli all’interno delle mura del borgo, sposandosi tra loro e impoverendosi. Fortunatamente un paio di anni dopo Artena (Montefortino) rinacque così come la vediamo oggi. Chi la concepì, senza saperlo, costruì un paese che per la sua fisicità è come quella poesia i cui versi si rincorrono gli uni agli altri, s’intersecano in alti equilibri linguistici e t’appaiono subito belli, concretamente belli, anche se difficili da capire, quasi ermetici. Nel secolo successivo il feudo fu comprato dal celebre cardinale Scipione Borghese, il quale, da abile mecenate e grande uomo di cultura quale era, rese la città un gioiello architettonico, dotandola di un piano urbanistico all’avanguardia per l’epoca e di grande impatto ancora oggi,che comprendeva l’edificazione del bellissimo palazzo Borghese, della pubblica piazza ad esso sottostante, del monumentale Arco Borghese, porta principale d’ingresso al Centro Antico e di tanti altri monumenti. Artena è oggi un paese difficile da comprendere. È difficile, per esempio, capire come fecero i nostri antenati ad appollaiarsi l’un l’altro con le loro abitazioni, o come fecero a realizzare quei due esempi di straordinaria architettura che sono Santa Croce e Santo Stefano, le Chiese nel cuore del centro storico, il fulcro su cui era poggiata la vita dei nostri progenitori. Il centro storico è esteso a tal punto che i labirinti che s’intrecciano tra di loro rappresentano un groviglio ampissimo, tanto che ancora oggi
costituisce il centro storico non carrozzabile più grande d’Europa. Un dedalo di vie, viuzze, vicoli, recessi, angoli e riseghe dove ci si perde, ma è bello perdersi per sognare di essere stati catapultati in un’altra epoca. T’aspetti quasi che ti vengano incontro i vecchi artenesi con i loro cappellacci di scorza dura o le donne con il fazzoletto inamidato e la conca dell’acqua in testa.
Mentre si passeggia per i vicoli e le viuzze si respira l’odore del cibo che esce fuori dalle porte di casa quasi tutte aperte, a testimonianza dell’ospitalità dell’abitante del centro storico che non mancherà di offrirvi un caffè e farvi riposare dopo aver tanto camminato sugli infiniti gradoni selciati. Solo dopo la metà del XX secolo il borgo antico della città cominciò ad essere abbandonato. Il paese si era allargato nella valle sottostante. Precedentemente la valle era una sequela ininterrotta di orti, campi di arboreti, campi di grano, uliveti, vigne. Attualmente il borgo di Artena è abitato da 1.190 persone, per lo più anziani che non hanno mai avuto l’intenzione di abbandonare la loro casa; ma anche da famiglie appena sposate che hanno ritrovato il gusto di abitare in uno dei luoghi più suggestivi che può offrire la nostra Regione. Caratteristica del luogo è quella che tutti i trasporti che si fanno all’interno del Centro Storico si effettuano a dorso di mulo.

 ATTIVITÀ CULTURALI E FOLCLORISTICHE

Palio delle contrade
Il Palio delle Contrade di Artena, è composto da una serie di giochi che mirano a riportare alla luce la tradizione agricola del paese. Un’idea che dal 1990 riunisce il comune intero, attirando l’attenzione di turisti e curiosi. Il palio si apre con una sfilata inaugurativa, un corteo storico in cui si vestono abiti medievali, il tutto è accompagnato da cavalieri e sbandieratori, che danno vita ad una cornice di costumi e colori che ricordano la visita di Papa Paolo V ad Artena, a quel tempo ancora chiamato Montefortino, ad Ottobre del 1615 Le origini di questa competizione risalgono al ‘700 e sono radicate nella storia contadina: i giochi che vengono svolti sono infatti frutto degli usi e costumi dell’epoca e sono tesi a non dimenticare la magia del tempo passato, le tradizioni e l’identità locale. La fionda, la corsa col somaro o a cavallo e la battitura del grano, sono solo alcune delle competizioni che riportano a momenti di vita vissuta e rappresentano un tuffo nella quotidianità dell’antica Artena. L’atmosfera goliardica in cui si svolge l’intero palio non preclude però il clima di sfida tra le diverse contrade, che diventa rovente al momento della competizione. La valorizzazione del territorio passa naturalmente anche dalla sua gastronomia. Si degustano infatti i prodotti tipici del paese, come gli “gnocchi longhi”, la polenta con le spuntature o gli spiedini dipecora, il tutto sorseggiando il vino di Artena.

Jo Peléo
A Giugno Artena festeggia Jo Peléo, un rito antico, l’occasione per “saltare” il tradizionale fuoco di San Giovanni. Si salta in due, per tre volte consecutive per poi concludere con la strofa: “Damoce la mani e chiamamose compari. La mano ce daremo e compari se chiameremo. Compà e commà nse tenimo mai da ‘nfoja” (compare e comare non dobbiamo mai litigare). Nella notte del 23 giugno, in molti paesi, viene realizzato questo antico rituale, si salta insieme il fuoco, ci si scambiano dei fiori o si mangia insieme dopo aver recitato alcune formule fisse per rinsaldare i legami.


Live Artena
Il centro storico di Artena, fondamentalmente, ha una pendenza media del 70%. È pazzesco visitarlo, ma si sale talmente piano che riesci a guardarti intorno con tutta la calma del mondo e, ne vale assolutamente la pena. Il bianco predomina, specie di notte, le strade sono strette e fatte della pietra delle montagne dove la città poggia. Ci sono abitazioni
costruite da quattro secoli, roccia di tufo di almeno mille anni. Sembra di tornare indietro nel tempo. In questa suggestiva cornice si colloca il Live Artena.
Un format pensato per far riscoprire questi incantevoli luoghi con il piacere di viverli attraverso l’arte e la cultura, nel momento in cui in molti, sceglievano di lasciarli. Negli ultimi anni hanno ospitato artisti di tutti i continenti, favorendo così l’internazionalizzazione della loro comunità. Il silenzio generale che si avverte nella salita lentamente viene interrotto da un vociare di gente, si cominciano a percepire le note, e seguendo letteralmente la musica, tra le strade labirinto che serpeggiano tra le case, ce n’è una, e solo una, chiara, decisa. Seguitela e arriverete al Live Artena: un tripudio di luci, persone, musica; rigorosamente in salita, ma che con sorprese celate dietro ogni angolo. - Testi a cura di Vittorio AIMATI

Albero di Natale
È ad Artena l’Albero di Natale più grande d’Italia, montato in arrampicata con le corde su una parete rocciosa e sviluppato per estensione in verticale come fosse un immenso campo di calcio. Diecimila lampadine, 100 metri di altezza e 65 metri di larghezza.

GASTRONOMIA
 

Nel Centro Storico ci sono diversi ristoranti che propongono solo ed esclusivamente cibi caserecci e tutti rigorosamente fatti in casa. Un po’ come avviene in tutte le case di Artena, la cui cucina ha una tradizione antichissima. Due sono i piatti antichi e tradizionali della città: La Pizza Polenta e gli Gnocchi Lunghi. La prima è una ricetta davvero antichissima e tipica della tradizione popolare e contadina di Artena. Si realizza con ingredienti semplici ma il risultato è delizioso. La seconda ricetta è realizzata con gli gnocchi, rigorosamente fatti a mano con un tipo di farina che rappresenta il residuo dell’ultima svestitura; è costituita da piccole scaglie di crusca, frammenti di germe e farina. A seconda della quantità più o meno elevata di quest’ultima, il colore del prodotto finale tenderà al biancastro o al grigiastro. Un altro piatto succulento proprio di Artena è “la Polenta sulla spianatoia” (‘ndavoiatora). Artena è anche la patria del Pane fatto in casa. Oggi questa tradizione è rimasta, anche se non è più come un tempo, ma tante attività cercano di mantenere viva la tradizione proponendolo nella loro offerta quotidiana, seguendo le antiche ricette e lavorazioni. All’interno del Centro Storico vi erano un’infinità di forni tutti a disposizione delle massaie della città che quotidianamente li raggiungevano per cuocere il loro pane. Ancora oggi in molte abitazioni si usa fare il pane in casa per proprio consumo, ed è una vera delizia.