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Info Utili

Indirizzo: P.zza XVII Martiri, 1
Città: Paliano (FR) - 03018
Telefono: 0775 57081

CENNI STORICI
Paliano sorge su un colle alle pendici dei monti Prenestini ed Ernici, da cui domina la valle del Sacco. I primi insediamenti nel territorio risalgono al Neolitico superiore e all’età del bronzo, poi all’attività degli antichi popoli italici: Ernici, Equi, Volsci, Latini e Romani (tra il IV e il I secolo a.C.). Attribuito da Antonio Nibby alla gens Pollia – una tribù rustica romana – il toponimo si presume derivi più precisamente dalla massa Pulliani, un fondo già citato nel Patrimonio Labicano dei pontefi ci romani dell’VIII secolo d.C. e riconducibile nel nome al culto di San Paolo (Paulus), diffuso nella zona in epoca paleocristiana. Paliano nacque per incastellamento intorno all’XI secolo: un riferimento al castello quod vocatur Pallianus compare, infatti, in un atto del 1085 conservato nella biblioteca dell’abbazia di Subiaco. Incendiato dalle milizie romane nel 1184, il sito risorse con l’aiuto dei papi Onorio III e Gregorio IX e nel 1234 fu elevato a Castellania di difesa del confi ne meridionale dello Stato Pontifi cio. Vicariato dei Conti di Segni-Valmontone nel 1378, Paliano passò ai Colonna nel 1425 per ordine di papa Martino V, che lo assegnò pro indiviso ai suoi tre nipoti – Antonio, Prospero e Odoardo – i quali ne fecero il centro militare e strategico del loro dominio sulla campagna romana. Nel 1436 papa Eugenio IV riconcesse il feudo ai Conti, che lo cedettero ancora ai Colonna nel 1455. Papa Sisto IV lo fece assediare nel 1484, papa Alessandro VI lo occupò nel
1501, donandolo al fi glio Giovanni Borgia. Riottenuto da Ascanio Colonna nel 1528, fu da quest’ultimo perso di nuovo nel 1543, durante la guerra del sale, in favore di Pier Luigi Farnese, fi glio e comandante delle truppe di papa Paolo III. Tornato in mano ai Colonna alla morte del pontefi ce, il castello fu conteso tra Ascanio e suo fi glio Marcantonio, prima di essere occupato nel 1556 – nel mezzo della guerra di Campagna – da Giovanni Carafa, conte di Montorio e nipote di papa Paolo IV, che avviò il cantiere del Forte sotto la supervisione del capitano Piero Strozzi. Riassegnato a guerra fi nita da Filippo II di Spagna a Marcantonio Colonna, nel 1569 Paliano fu innalzato a Principato da papa Pio V, con titolo trasmissibile per primogenitura maschile. Concluse le ingerenze papali e consolidata in maniera defi nitiva l’autorità dei Colonna, Paliano visse tra il Seicento e il Settecento un lungo periodo di pace, sviluppo e mecenatismo, sotto la guida di Filippo I e del cardinale Girolamo, ai quali si devono la costruzione del Palazzo Ducale e il rifacimento della Collegiata di Sant’Andrea Apostolo. Occupato dall’esercito francese nel 1799, dopo la riorganizzazione dello Stato Pontificio e l’abrogazione della giurisdizione feudale nel 1816, Paliano divenne uno dei capoluoghi della comarca di Roma e sede di governatorato, prima di entrare a far parte della delegazione apostolica di Frosinone nel 1833. Nel 1870 fu annesso per plebiscito al Regno d’Italia e dal 1° gennaio 1927 assegnato alla neonata provincia di Frosinone.

RIONI E CONTRADE

SANT’ANDREA
Conosciuto nel Cinquecento come Lo Piano, il rione si sviluppa intorno alla Collegiata di Sant’Andrea Apostolo, patrono di Paliano. Raggruppa oggi gli antichi rioni Piazza, Macello, Valle Pigna, Forte e Portella. I colori sono il bianco e il rosso.
SANT’ANNA
Corrisponde all’antico rione Borgo o Burgo, attestato in un documento del 1560. Coprende la zona circostante la chiesa parrocchiale di Sant’Anna, nota in precedenza come Santa Maria della Neve e poi Santa Maria della Frusta. I colori sono il rosso bordeaux e il verde.
JO COLLE
Antico rione citato fin dal Cinqucento e che deve il suo nome al fatto di insistere su un’altura al centro del paese. Nella parte di mura che lo delimitano a nord, si apre Porta Furba. I colori sono il rosso e il grigio.
CAPPUCCINI
È la contrada più vicina al centro storico, nata nei dintorni della chiesa di San Pietro e dell’annesso convento dei Frati Cappuccini, nella zona che ospitava l’antica piazza d’armi. I colori sono il bianco e il giallo.
SAN PROCOLO E CIMATE
Il nome San Procolo deriva dal Fundus Proculis, proprietà terriera già nota nell’VIII secolo d.C., mentre Cimate ha origine dialettale e significa “cresta di colle”. Nel territorio di contrada si trova il santuario della Madonna di Zancati, compatrona di Paliano dal 1799. I colori sono il blu e il rosso.
TERRIGNANO
Detta in origine Ara del Marmo, essendo forse un luogo di commercio della pietra, la contrada si estende lungo la via Palianese Nord, verso Serrone, tra gli appezzamenti di Terigliano e Colle San Benedetto. I colori sono il giallo e il verde.
LE MOLE
Contrada a vocazione agricola situata nella piana ai confini con Serrone, Piglio e Anagni. Deve il suo nome agli antichi mulini ad acqua sparsi lungo i torrenti della zona. I colori sono il bianco e l’azzurro.
POGGIO ROMANO
Contrada dedita alla produzione vinicola, cresciuta in tempi recenti e rilevante dal punto di vista archeologico per i reperti di epoca romana rinvenuti nel sito delle Mura di San Paolo. I colori sono il rosso e il giallo-oro.
SANTA MARIA
È la contrada che comprende il convento dei Padri Passionisti e il Bosco Castello. Trae il suo nome da un’antica immagine della Madonna detta La Puglianella, venerata fin dal Quattrocento. I colori sono il giallo e il blu.

ATTIVITÀ CULTURALI E FOLCLORISTICHE
 

VINO IN FESTA
La manifestazione di luglio che inaugura l’Estate Palianese, promossa dal Comune per valorizzare la storia del vino Cesanese e le antiche tradizioni del popolo di Paliano: spettacoli del folklore contadino, stand di artigianato e prodotti tipici locali, con percorsi enogastronomici allestiti all’interno del centro storico.

IL PALIO DELL’ASSUNTA
Il Palio dell’Assunta, istituito col Corteo storico alla fine del 1997 e fulcro dell’Estate Palianese, si svolge il 15 agosto e trae la sua origine dalla concessione degli Statuta Terrae Paliani (1531), la prima testimonianza di organizzazione giuridico-legale della comunità di Paliano. Nel capitolo LIII del primo libro, infatti, gli amministratori del tempo sancirono: che ogni anno gli Ebrei abitanti in Paliano siano tenuti a fare a proprie spese un palio del valore di tre ducati d’oro in occasione della festa dell’Assunzione di Maria Vergine, che siano del tutto esenti da ogni tassa a cui sarebbero tenuti. In tempi più recenti, la tradizione orale riferisce di una sorta di palio, corrida o corsa di bufali, che si svolgeva sotto le mura castellane fino ai primi anni del Novecento: un’usanza forse introdotta dai militari spagnoli, la cui presenza a Paliano, come rinforzo al presidio militare del Forte, è accertata negli anni 1564-65. Da documenti d’archivio è noto che nel 1877 la giunta municipale stanziò 50 lire per la corsa di cavalli nel giorno di Ferragosto, così come si fa menzione di corse di uomini e ragazzi a torso nudo, in seguito proibite dai canonici di Sant’Andrea perché considerate “alquanto scandalose”. Oggi il Palio dell’Assunta è un drappo dipinto che i contradaioli si contendono nella Giostra del Turco: una competizione ippica in cui cavalieri armati di pugnale devono sfilare in corsa il maggior numero di anelli al “Turco”, un fantoccio a molla che rappresenta simbolicamente il nemico sconfitto a Lepanto.

IL CORTEO STORICO
Il tema ispiratore del Corteo storico è il Trionfo di Marcantonio Colonna dopo la vittoria di Lepanto (1571), celebrato nel coevo ciclo pittorico che adorna le pareti della Sala del Capitano, all’interno della Fortezza, e riadattato nello scenario di Paliano. I costumi riproducono con scrupolosa fedeltà filologica gli abiti tramandati dai dipinti e dai trattati di moda della seconda metà del Cinquecento. Tra i figuranti spiccano il principe Marcantonio Colonna e le cariche pubbliche del tempo: il Capitano del Forte, il Capopopolo, il Connestabile, il Sorvegliate, il Mandatario e il Camerlengo. Ci sono poi i nobil uomini, le nobil donne, il popolo e le sue professioni: pastori, massari, mugnai, osti, artigiani, lavandaie, balie e fantesche. Compaiono infine i “miliziotti colonnesi”, i soldati del presidio, armati di corsaletto, morione e alabarda, che scortano il principe e i prigionieri turchi.

LA FESTA DI SANT’ANDREA APOSTOLO
La festa del 30 novembre in onore di Sant’Andrea Apostolo, patrono di Paliano, in occasione della quale si organizza una grande fiera storica lungo le mura che delimitano il borgo antico.
 

GASTRONOMIA

PATACCACCIA
La manipolazione di elementi semplici, acqua e farina, permette di preparare un piatto che ben rappresenta l’essenzialità della cucina di casa. È la Pataccaccia, nella forma classica del maltagliato o Gnocco Lungo (a co’a de soreca) a sezione tonda. Pataccacce o Gnocchi lunghi sono accompagnati di volta in volta dai prodotti che la stagione offre. E, così, se i sughi di carne bene accompagnano Le Pataccacce, ma anche le più ricche fettuccine o i timballi, gli Gnocchi lunghi prediligono accostamenti con i funghi porcini.Nei ripieni prevale l’uso della ricotta e dei formaggi locali e i numerosi allevamenti ovini permettono l’utilizzo in cucina delle carni di agnello, in tutte le stagioni.

PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI
Le terre di Paliano ogni giorno portano al mercato ortofrutticolo verdure fresche,patate e frutta da produzioni biologiche, certificate, garantite e la ristorazione o, più in generale, la cucina di Paliano in questi anni sta facendo proprie alcune antiche preparazioni, recuperando il rapporto con il territorio e con i prodotti delle terre di Paliano e ricercando la tipicità, la peculiarità, l’autenticità di certi sapori. Tutto questo si sta realizzando grazie a operatori attenti e sensibili e a produttori che stanno investendo sulle aziende e si stanno adeguando, alle esigenze di un mercato evoluto che ricerca e pretende qualità. In Contrada Santa Maria di Pugliano, Bosco Castello ospita da un po’ di tempo un prezioso allevamento di Maiale nero di razza Garganica. Si tratta di carni pregiate che stanno diventando un vanto della ristorazione locale. E lo stesso incontaminato territorio ospita l’azienda sede nazionale del Consorzio Italiano Latte di Asina. Alimento prezioso per le sue caratteristiche organolettiche, il latte d’asina è fondamentale nella dieta per l’alimentazione dei neonati affetti da allergie al latte vaccino

VINO
È nei mesi di ottobre e novembre che si celebra l’abbondanza delle terre di Paliano nella vendemmia, da cui nasce il Vino Cesanese del Piglio e nella raccolta delle olive, da cui si estrae l’Olio extra vergine di Rosciola. Il vino Cesanese del Piglio, base della realtà produttiva e culturale dell’intero comprensorio, con l’annata 2008 diventa DOCG, denominazione di origine controllata e garantita, la prima del Lazio per il rosso autoctono più importante della regione.

OLIO
L’olio extra vergine di Paliano, ottenuto dalla coltivazione dell’antichissima Cultivar Rosciola, una qualità nobile di oliva da spremitura praticamente quasi estinta nel resto del centro Italia, è un prodotto ricco di sostanze aromatiche, delicato ed invitante, essenziale in tutte le preparazioni gastronomiche. L’Olio di Rosciola è tanto amato e apprezzato dai cittadini di Paliano e dai loro ospiti che non manca mai a tavola e che è utilizzato persino nella preparazione di un delizioso gelato.

ALTRI PRODOTTI
Tra i piatti della tradizione, che sempre più di frequente capita di assaggiare a Paliano, non possiamo non ricordare la Pizza gialla al mattone con cicoria ed erbe pazze; le paste di sola acqua e farina; le zuppe; le Castagnole di carnevale (uniche nel genere); le Ciambelle sciroppate preparate a Pasqua; il Ciambellone, che ancora utilizza il cremor tartaro; il Panpepato di Natale.