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Info Utili

Indirizzo: Via Matteotti, 8
Città: Labico (Roma) - 00030
Telefono: 0695185827

CENNI STORICI
La prima attestazione storica certa riguardante Labico, risale all’VIII secolo con la denominazione di Fundum Longoienianum, toponimo probabilmente derivato dal cognome di tale Longus. Sorse probabilmente nel sito occupato in epoca antica dalla romana LABICUM, nota per le terme costruite sotto i Severi – l’ubicazione di questo insediamento è invero motivo di controversia fra gli studiosi di storia antica –, e benefi ciò di un’invidiabile posizione strategica, essendo ubicata lungo una delle principali vie di comunicazione del mondo antico, la valle del fi ume Sacco (detta anche Valle Latina), utilizzata per gli spostamenti tra Roma e la Campania. Citata in un atto del 715 d.C. come FUNDUS LONGEIANUS, fu munita in seguito di fortifi cazioni e dall’XI al XVI secolo appartenne ai conti di Tuscolo, subendo agli inizi del Trecento una distruzione da parte delle truppe di papa Bonifacio VIII. Passò poi in feudo agli Sforza, ai Barberini e infi ne ai Doria Pamphili. L’attuale toponimo, assunto nel 1880, deriva dal nome del primitivo insediamento; fi no al 1872 fu denominata Lugnano e in seguito Lugnano Labicano, per distinguerla da altri omonimi. Nel XVII secolo diede i natali a Francesco de Ficoroni, celebre per la “Cista Ficoronis” conservata nel museo di Villa Giulia in Roma. Nel 1880 il paese prese defi nitivamente il nome di Labico dalla Via Consolare Labicana di epoca Romana che lo attraversa.

ATTIVITÀ CULTURALI E FOLCLORISTICHE
 

MADONNA DEL ROVO
Festa della Madonna del Rovo con solenne processione per le vie del paese nel mese di Maggio.

INFIORATA DEL CORPUS DOMINI
Infiorata del Corpus Domini a giugno.

LABICO SOTTO LE STELLE
“Labico sotto le stelle”, è una serata speciale all’insegna dell’enogastronomia, del canto popolare e della voglia di vivere una parte del centro storico, cercando di trasferire ai labicani quel senso di appartenenza che con il passare del tempo va sempre diminuendo. La manifestazione si svolge l’ultimo sabato di giugno ed è inserita nell’estate labicana.

LABICO IN FRASCA
“Labico in Frasca”, tre giorni di agosto, in cui il centro storico è invaso dai sapori, dai gusti e dai buoni odori della tradizione.

FESTA DEL SANTO PROTETTORE SAN ROCCO
Festa del Santo Patrono San Rocco, ultima domenica di agosto, con solenne processione.

SAGRA DELLA NOCCIOLA
Si svolge a settembre, ed è volta a valorizzare e far conoscere la nocciola, prodotto tipico labicano.

OTTOBRATA LABICANA
1° fine settimana di ottobre, appuntamento ricorrente per la comunità labicana, organizzata dall’associazione Agel.

 

GASTRONOMIA

DA GUSTARE
Zuppa di fagioli a pa’ sotto, zuppa di piselli (piselli, zucchine, carciofi, patate) Frascatelli (pasta acqua e farina bianca)
Pagnottu (pizza con farina di polenta, uvetta e sfrizzole - riccioli di lardo -)
Pizza di polenta con ramoracce
Per 6 porzioni 1,9 Kg farina di polenta 2,5 l d’acqua Ramoracce Se mette a bollire la pentola con l’acqua e raggiunta la temperatura giusta, dopo aver aggiunto il sale, si fa cadere a pioggia la farina, quasi tutta, e si lascia cuocere per cinque minuti circa. Una volta trascorso il tempo si rovescia l’impasto su una spianatora di legno e, aiutandosi anche con la farina residua, si formano sei pizze alte pochi centimetri. Esse poi andranno cotte sulla brace, attraverso l’apposita graticola, per circa 30 minuti fino a quando avranno formato sulla superficie una bella crosticina dorata. Nel frattempo in una padella si metterà olio, aglio e peperoncino per ripassare le ramoracce (un tipo di erba di campo). Cotte le pizze si tagliano a metà con un coltello, si riempiono con le ramoracce e si servono. 

Pizza pe’tera (8 “filuni”)
Ricetta in dialetto.
Ingredienti Per la lazza:
- 1 cubetto de lievitu de bira; - Dù bicchieri d’acqua tiepida;
- 7 etti circa de farina; prima tenete da fà la pasta co 1 cubetto de lievito de bira, du bicchieri d’acqua tiepida, e farina quanta se ne pija (circa sette etti). La mettete a lievità pe diverse ore.
Pé gl’impastu:
- 6 ova;
- 6 etti de zuccheru;
- 2 bicchieri de latte;
- 2 de oglio de simi;
- 1 bicchierinu de liquore (alchermes)
- 1 bustina de lievitu;
- 1 pizzicu de anice;
- 1 pizzicu de sale;
- 2 kg. All’incirca de farina.
Procedimentu:
ammischiete tuttu e facete circa otto filù che remettete a cresce pe ‘na notte sopra ‘na spianatora. Doppo ‘nfornete a 160° pe 35 menuti…
pe fagli venì lucidi tenete da spennellàgli, prima de mettei a i forno, co gl’ovu sbattutu.